Un asteroide da poco scoperto quale 2019SU3, rischia di impattare con il nostro pianeta nel 2084, più precisamente tra il 16 e il 21 del mese di settembre. Nel peggiore degli scenari, le probabilità di collisione stimate dagli scienziati sono di 1 su 147.

Le misurazioni dell’asteroide, sono ancora in atto, tuttavia: la situazione potrebbe cambiare drasticamente nell’arco dei prossimi 65 anni. 2019SU3 potrebbe infatti essere influenzato dalla forza gravitazionale dei pianeti del nostro Sistema Solare,  ed essere spinto a collidere con la Terra, oppure a prendere il largo. Al momento si ritiene che transiterà a una velocità superiore ai 380mila chilometri orari a poco più di 100mila chilometri di distanza dal nostro pianeta; tenendo presente che la Luna dista in media 384mila chilometri dalla Terra, si tratta davvero di un’inezia in termini puramente astronomici.

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha inserito 2019SU3 nella “Risk List” degli asteroidi che potrebbero collidere con la superficie terrestre, e al momento occupa il quarto posto nella classifica dei rischi. Fortunatamente non si tratta di un colosso in grado di innescare fenomeni di estinzione di massa, come il famigerato “chixulub” di oltre 10 chilometri di diametro che 66 milioni di anni fa spazzò via dinosauri non aviani e altri gruppi di animali. Il diametro stimato del sasso spaziale è infatti di “soli” 14 metri, dunque è poco più grande di un autobus. Ciò significa che impattando con l’atmosfera terrestre potrebbe esplodere generando frammenti più piccoli, benché molto dipenda dalla composizione (un asteroide ferroso è decisamente più resistente di uno roccioso).

I frammenti di questo asteroide, qualora non riuscissero a sgretolarsi, potrebbero comportare danni sul nostro pianeta quasi catastrofici. Importantissimo, sarà dunque tenere particolarmente d’occhio la situazione, osservandone e studiandone le future evoluzioni.