Mentre la NASA è particolarmente interessata alla superficie del nostro satellite, l’ESA (Agenzia Spaziale Europea), sembra esserne interessata al sottosuolo. Ma non vuole farlo da sola. Ecco perché ha chiesto l’aiuto di tutti.

In particolar modo l’ESA ha invitato, chiunque volesse farlo, a tenere la presentazione dei progetti per delle missioni robotiche atte all’esplorazione delle grotte del sottosuolo lunare: vecchi tubi lavici oramai prosciugati completamente.

La campagna è disponibile sulla piattaforma Open Space Innovation e si chiuderà il 31 ottobre. “L’esplorazione e la mappatura di questi tubi potrebbero fornire nuove informazioni sulla geologia della Luna, ma potrebbero rappresentare anche un’opzione interessante come rifugio a lungo termine per i futuri visitatori umani“, afferma Franceso Sauro, direttore dell’ESA Pangaea planetary geology astronaut training.

Queste cavità “proteggerebbero gli astronauti dalle radiazioni cosmiche, dai micrometeoriti e fornirebbero un accesso all’acqua ghiacciata e alle altre risorse intrappolate sottoterra“, continua l’uomo in una dichiarazione.

Ci sono diverse idee per sfruttare queste caverne, e l’ESA intende esplorare molteplici soluzioni. “I concetti di missione possono essere basati su un singolo rover o un sistema distribuito di sistemi satellitari, robotici o rover che operano insieme“, afferma Loredana Bessone, a capo dell’ESA analog field testing and exploration training.

Servono altre informazioni su queste grotte, osservate solamente grazie alle immagini dall’alto. La NASA infatti, potrebbe prendere in considerazione l’idea di stabilire una base operativa proprio nel sottosuolo lunare. Staremo a vedere.