-Nessuna donazione di camici- sostiene la magistratura. Non è stata rinvenuta nessuna delibera secondo la quale la regione avrebbe accettato una donazione di 75.000 camici.

L’ultima “scoperta” relativa al caso Fontana è riportata da Filippo Bongiovanni. L’acquisizione di camici sanitari da Aria Spa, non è mai esistita.

L’indagine:

Stando alle recenti evoluzioni, il presidente della regione Lombardia è ufficialmente indagato per “Frode in pubbliche forniture”. Alla regione sarebbero stati venduti, da parte dell’azienda Dama Spa, 75.000 mila camici e 7.500 set sanitari. Tutto per l’ammontare di 513.000 euro. L’azienda Dama Spa, risulterebbe di proprietà del cognato Andrea Dini, di cui la stessa moglie di Fontana vanterebbe il 10%. Tutto sarebbe avvenuto durante le settimane di lockdown.

Il versamento:

Fontana ha dichiarato il 7 Giugno di non assere a conoscenza di nessun acquisto effettuato da parte della regione. Nonostante ciò,alcune affermazioni sembrerebbero viaggiare opposte. Secondo la prima affermazione, il governatore fu avvertito da Raffaele Cuttaneo (capo dell’emergenza) relativamente all’acquisto di camici dovunque fosse stato possibile. L’intervista è stata riportata dal Corriere.

La seconda, invece, risale al 20 Maggio: la Dama Spa — con una mail alla centrale acquisti della Regione Lombardia — comunicava che la vendita si sarebbe tramutata in una donazione. Ma il giorno precedente, il 19 maggio, Attilio Fontana aveva deciso di versare 250 mila euro alla Dama Spa, proprio per rifondere alla società gran parte del mancato guadagno: mancato guadagno di cui nessuno, pubblicamente, sapeva ancora alcunché.

Il conto svizzero:

Il bonifico che Fontana fece all’azienda partì da un conto svizzero dalla banca Ubs Ag. Su quel determinato conto, il governatore attuò nel 2015 lo scudo fiscale per ben 5,3 milioni di euro.Ilfondo era della madre di Fontana, Maria Giovanna Brunella, dentista, che era morta a 92 anni a giugno del 2015. I cosiddetti “trust” erano stati creati alle Bahamas nel 2005. Fontana era “soggetto delegato”in uno e “beneficiario economico” nell’altro.

In seguito, Fontana si rivolse all’Unione Fiduciaria per effettuare il bonifico che venne bloccato secondo la norma di “antiriciclaggio”. Il bonifico venne annullato l’11 giugno, da Fontana, dopo che il 9 giugno la Guardia di Finanza, attivata dalla Banca d’Italia.

Ad oggi, Fontana non cede dalla sua posizione.

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