-Grazie ad una ricerca è stato possibile mappare la circolazione oceanica durante l’ultima era glaciale: ci sono novità!-

Grazie alla mappatura delle correnti oceaniche, durante l’ultima era glaciale il carbonio è stato immagazzinato nell’oceano profondo. Questo grazie allo spostamento delle acque. I livelli di CO2 atmosferica si sono così abbassati.

Lo studio:

I ricercatori dell’Australian National University (ANU), si cono concentrati molto sull’ultima era glaciale. Lo studio è riportato su Nature Geoscience. Secondo l’autore principale della ricerca, Jimin Yu, era da anni che gli scienziati tentavano di ricostruire la circolazione delle correnti oceaniche del passato, necessaria per ottenere indizi importanti sui livelli di CO2 e su come si strutturano i cambiamenti climatici nel corso del tempo. Attraverso lo studio dei sedimenti marini, i ricercatori hanno ricostruito la quantità di ione carbonato (CO32-) presente nelle acque oceaniche profonde durante l’ultima era glaciale, così da tracciarne l’acidità. Il gruppo di ricerca ha poi creato una mappa dell’oceano Atlantico tra i 38.000 e i 28.000 anni fa: tale strumento, unico nel suo genere, rivela un nuovo modello di circolazione delle correnti oceaniche profonde durante l’ultima era glaciale che potrebbe rivelarsi fondamentale per le future proiezioni climatiche

Basse presenze di ioni carbonato, indicano acque ricche di carbonio. I dati analizzati ci mostrano come, durante l’ultima era glaciale, le condizioni fossero esattamente tali.  La massa d’acqua a basso contenuto di ioni carbonato si sia spostata verso nord, nell’Atlantico meridionale, a 3/4 km di profondità. “Questo basso contenuto di ioni carbonato – scrivono i ricercatori – riflette un’espansione diffusa delle acque profonde del Pacifico, ricche di carbonio, verso l’Atlantico meridionale, rivelando uno schema di circolazione glaciale nell’Atlantico profondo diverso da quello comunemente considerato”. Tale espansione nelle acque profonde del Pacifico, sviluppatasi tra i 38.000 e i 28.000 anni fa, portando ad alti tassi di sequestro del carbonio, “potrebbe aver contribuito in modo decisivo al declino del biossido di carbonio atmosferico avvenuto al tempo e aver aiutato così ad avviare il massimo glaciale”.

Fonte: https://www.rinnovabili.it/

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