Si tratta di una supergigante che si trova nella galassia nana di Kinman nella costellazione dell’Acquario. La stella è probabilmente stata inghiottita da un buco nero

È un grosso punto interrogativo, per gli astronomi: quella stella che non c’è più. Eppure era una gigante, brillantissima, ma la sua luce a un certo punto ha smesso di brillare. E ora ci si chiede perché ? Le cause sono due: Potrebbe aver perso il suo “vigore” e nascondersi nelle nubi interstellari. Oppure, potrebbe aver dato origine ad un buco nero. Nel secondo caso, si tratterebbe di un fenomeno molto raro mai osservato prima. Sarebbe collassata in un buco nero senza generare nessuna super/ipernova.

Nonostante le grosse distanze che ci separano, gli scienziati sono in grado di analizzarne la luminosità. La stella in questione si trova a 75 milioni di anni luce ed è 2,5 milioni di volte più luminosa del sole. La luminosità, o meglio, il magnitudo è un indice adoperato dagli esperti per indicare la luminosità di una Stella. Varia, in base alla distanza. Perciò lo si distingue in “apparente” e “reale”. Il Sole ha magnitudo reale di 1. Immaginate 2,5 milioni di volte in più, cosa possono rendere!

La Stella è stata osservata dal 2001 al 2011. Nel 2019, è scomparsa. L’hanno puntata utilizzando lo strumento Espresso, usando contemporaneamente quattro telescopi da otto metri di diametro del Very large telescope allo European southern observatory, in Cile. Niente, svanita completamente. Il mistero sta coinvolgendo sempre più scienziati. saremmo di fronte a un evento mai osservato prima: una stella collassata direttamente in un buco nero senza produrre una supernova: “Potremmo aver rilevato il momento in cui una delle stelle più massicce dell’Universo locale si addentra dolcemente nella notte” è la sintesi di Jose Groh, anch’egli del Trinity College di Dublino e seconda firma della ricerca.
 
Per fare luce su questo misteroserviranno strumenti più potenti. Come l’Extremely large telescope in costruzione proprio in Cile. Grazie a questo, che diventerà il telescopio più potente del mondo, si potranno “risolvere”, cioè osservare singolarmente, anche stelle di galassie così lontane. E, magari, questo aiuterà anche a comprendere dinamiche sugli sviluppi di buchi neri ad oggi sconosciute.

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Rappresentazione artistica di un wormhole tra le stelle (molto simile ad un buco nero).