I veicoli spaziali Voyager 1 e 2 hanno, per la prima volta in assoluto, studiato l’area esterna del nostro “Solar Sistem”, nota come:la regione dell’Eliosfera.Le misurazioni hanno consentito agli scienziati di calcolare la pressione esercitata dallo spazio esterno su questa vasta zona, attraverso l’attività sul Sole. In pratica la nostra stella rilascia periodicamente esplosioni di particelle, note anche come espulsioni di massa coronale, che viaggiano nello spazio fino a raggiungere l’Eliosfera, dove si fondono in un unico ”fronte” ; in pratica si tratta di una gigantesca bolla magnetica. Appena una di queste onde ha raggiunto l’eliosfera nel 2012, ed è stata individuata da Voyager 2. L’onda ha causato la riduzione temporanea del numero di raggi cosmici galattici, ovvero le radiazioni provenienti dallo spazio profondo.

Quattro mesi dopo, gli scienziati hanno visto una riduzione analoga delle osservazioni del Voyager 1, proprio oltre il confine del Sistema Solare nello spazio interstellare. Conoscere la distanza tra i veicoli spaziali ha permesso loro di calcolare la pressione nell’eliosfera e la diversa mutazione dei raggi cosmici galattici nelle diverse zone in cui viaggiavano i veicoli spaziali. Se nell’area di Voyager 2 all’interno dell’eliosfera, la densità di raggi cosmici è diminuita in tutte le direzioni, Voyager 1, al di fuori del Sistema Solare, ha notato una diminuzione dei soli raggi cosmici galattici che viaggiavano perpendicolari al campo magnetico nella regione. Questa asimmetria suggerisce che qualcosa accade mentre l’onda attraversa il confine del Sistema Solare. “Il perché di questo cambiamento nei raggi cosmici tra la parte interna ed esterna dell’eliosfera rimane un mistero”, hannodichiarato gli studiosi. Tenendo presente che Voyager 2 si trovava nell’eliosfera e che la 1 era già fuori dal Sistema Solare, gli esperti collegano la differenza osservata a un tipo di fenomeno, ancora sconosciuto, che si produce nel momento in cui l’onda attraversa il limite del Sistema Solare.